La storia

Le vicende dell’isola Madre si legano a quelle della Famiglia Borromeo dal 1502 quando iniziarono i primi lavori di trasformazione dell’isola in luogo di delizie e residenza privata per volere di Lancillotto Borromeo; nel 1542 l’isola aveva già iniziato ad assumere l’aspetto di un giardino e circa quarant’anni dopo, Renato I Borromeo, iniziò i lavori di trasformazione del palazzo affidandone la direzione a Pellegrino Tibaldi, figura di spicco della cultura lombarda contemporanea e architetto di fiducia di San Carlo. Alla fine del 1700 l’isola appariva sostanzialmente come oggi e iniziò ad essere considerata un luogo di pace e riposo grazie al clima mite ed alla lussureggiante natura. Furono in seguito costruite le serre (1826) e la cappella di famiglia (dal 1858), eretta sul lato orientale del grande piazzale, cui ha dato il nome. Il nome «Madre» tutt’oggi in uso, è per alcuni un omaggio alla supremazia storica dell’isola nel bacino del Verbano, per altri a memoria della benevola disposizione della madre del conte Renato, Margherita Trivulzio.