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Anteprima mostra “Vitaliano VI. L’invenzione dell’Isola Bella”: uno sguardo alla seconda sezione

Dall’idea ai rilievi, il grandioso progetto dell’Isola Bella nella mostra dedicata a Vitaliano VI Borromeo

Proseguendo nel percorso espositivo della mostra “Vitaliano VI. L’invenzione dell’Isola Bella”, raggiungiamo la seconda sezione che si focalizza sulla fase di elaborazione progettuale dell’Isola Bella. Un progetto già caro a Carlo III, padre di Vitaliano VI, il quale immaginava la trasformazione di quello “scoglio” roccioso in un giardino terrazzato.

Un disegno degli anni 1660-1665 ci fa conoscere l’intera isola contornata dal lago prima dei significativi interventi promossi da Vitaliano VI che ne modificarono in modo sostanziale l’aspetto. Il rilievo precede di poco nel tempo il primo importante progetto in pianta del Palazzo, che si deve all’architetto Andrea Biffi (1665 circa), la cui impronta ha segnato indelebilmente la realizzazione della grande fabbrica, orientando anche le scelte degli architetti che gli succedettero.

Da quel momento l’Isola muta e prende forma grazie ad una costante pianificazione progettuale qualificandosi come un palinsesto molto articolato che si sviluppa lentamente nel corso del tempo, tra giardini e Palazzo, tra esterni e interni. Di particolare fascino la progettazione delle grotte: l’ambiziosa idea dell’appartamento a “grottesco” fu concepita da Vitaliano VI Borromeo fin dal 1662 immaginando di realizzare “stanze per l’estate con apparenza di grotte”, che al tempo stesso suscitassero meraviglia negli ospiti in visita.

È del 1686 il grande disegno di Carlo Fontana che rappresenta l’Isola Bella dal lato dei giardini. Composto da 24 carte di misure diverse incollate su tela, il progetto consente una panoramica sorprendente che enfatizza la lunghezza dell’Isola.

Ciò che emerge in modo chiaro da questa sezione e, in generale, vedendo la mostra è che l’opera non si conclude certo con la morte di Vitaliano VI nel 1690. Già prima della sua scomparsa, l’Isola è una tappa obbligata del Gran Tour e i vedutisti, anche famosi come Van Wittel, la celebrano come luogo incantato, in nobile gara con il disegno prospettico di Carlo Fontana che, tra realtà e fantasia, farà scuola in Europa.

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