Isole Borromee Isole Borromee
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    che durano da sei secoli

Storia

Sono circa sei secoli che la storia della Famiglia Borromeo si intreccia con quella del Lago Maggiore.

 
L’acquisizione della Rocca di Angera nel 1449 e dei primi terreni dell’Isola Madre nel 1501 segnano l’inizio di un rapporto unico con questi luoghi che ancora oggi hanno un grande valore.

1439 - Rocca di Arona 1439 - Rocca di Arona

ROCCA DI ARONA

Acquisizione della Rocca

Filippo Maria Visconti cede la Rocca di Arona insieme all’intero Comune come feudo a Vitaliano I Borromeo. Per ben quattro secoli la Rocca rimase in mano alla Famiglia Borromeo, dando addirittura i natali al futuro cardinale San Carlo.

1519 - I castelli di Cannero 1519 - I castelli di Cannero

CASTELLI DI CANNERO

Lodovico Borromeo e l’acquisto dei castelli

Lodovico Borromeo scaccia la famiglia Malpaga dai castelli di Cannero, al confine con la Svizzera. Nei documenti dell’archivio si legge che il 6 Ottobre 1519, il giorno prima di Santa Giustina Borromeo, egli iniziò la costruzione della fortezza detta Vitaliana – in onore del capostipite della famiglia.
In pochissimo tempo la fortificazione fu completata, ma divenuta in poco tempo inutile dal punto di vista militare fu abbandonata nel secolo successivo.
I castelli sorgono su due scogli a poca distanza dalla riva e sono attualmente in ristrutturazione: ci vorranno circa 3 anni di lavori.

1538 - San Carlo Borromeo 1538 - San Carlo Borromeo

I PROTAGONISTI

San Carlo Borromeo

Nella Rocca di Arona, nella stanza detta dei Tre Laghi e in seguito a lui dedicata, nasce San Carlo Borromeo, cardinale e arcivescovo di Milano, che sarà proclamato santo a Roma il 1° Novembre 1610.
Amatissimo nella sua diocesi per le numerose opere di bene e per l’abnegazione e lo spirito di sacrificio dimostrato durante la peste del 1576-1577, fu una figura importantissima per la storia della Chiesa di cui fu un grande riformatore e uno dei protagonisti del concilio di Trento.
Ad Arona sorge anche la sua statua gigante, detta il Sancarlone, eretta poco dopo la sua morte.

1564 - Federico III Borromeo 1564 - Federico III Borromeo

I PROTAGONISTI

Federico III Borromeo

A Milano nasce Federico III Borromeo, cardinale e arcivescovo di Miliano. Era il cugino San Carlo, a cui era molto legato. Venne citato da Alessandro Manzoni nel romanzo I Promessi Sposi.
L’autore dedicò molte pagine alla sua persona, descrivendolo come presenza pastorale benevola e austera, nobile di natali e di animo.

1620 - Vitaliano VI 1620 - Vitaliano VI

I PROTAGONISTI

Vitaliano VI

Nasce Vitaliano VI Borromeo, considerato il creatore del palazzo e del giardino dell’isola Bella. Molto colto e intelligente, corrispondeva con capi di stato e notabili in tutta Europa. La sua sterminata corrispondenza, conservata nell’Archivio Borromeo sull’Isola Bella, contiene numerose lettere dove descrive minuziosamente il progetto anche disegnando i dettagli architettonici a margine degli scritti.

1631-71 - Il giardino barocco L’Archivio 1631-71 - Il giardino barocco L’Archivio

ISOLA BELLA

Il giardino all’italiana

Viene realizzato il giardino dell’Isola Bella, ornato alla sua sommità da una statua di un unicorno simbolo della famiglia. Il giardino è un esempio perfettamente conservato dello stile barocco. È ornato da numerose statue, obelischi e fontane che sorgono su terrazze digradanti sul lago. Parterre fioriti si alternano a scenografie di pietra che creano delle vere e proprie scenografie teatrali.
La sua forma vista da lontano ricorda la poppa di un galeone che solca le acque del Lago Maggiore.

1657 - Carlo IV Borromeo 1657 - Carlo IV Borromeo

I PROTAGONISTI

Carlo IV Borromeo

Carlo IV unirà al suo cognome quello della prima moglie, Giulia Arese. Personaggio eclettico, sposerà in seconde nozze Camilla Barberini e diventerà Vicerè di Napoli per gli Asburgo. Acquistò il feudo di Maccagno sul Lago Maggiore.

1797 - Napoleone Bonaparte 1797 - Napoleone Bonaparte

ISOLA BELLA

Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte soggiorna per due giorni all’isola Bella con un seguito di circa sessanta persone. Non fu accolto di persona dal Conte Borromeo, offeso perché l’esercito francese aveva distrutto la Rocca di Arona, uno dei suoi possedimenti. Le lettere dell’amministratore del palazzo che raccontano l’accaduto al Conte parlano di sporcizia, suppellettili rotte e grande maleducazione di tutto l’enotourage dell’imperatore. Per fortuna Napoleone trovò noioso il soggiorno sia all’Isola Bella che all’Isola Madre, dove andò a caccia di fagiani.
Nel palazzo esiste ancora la sua stanza, con il letto originale dove dormì.

1848 - Le Cinque giornate 1848 - Le Cinque giornate

I PROTAGONISTI

Le Cinque giornate

Dopo le Cinque giornate di Milano, avvenute tra il 18 e il 22 marzo del 1848, i nobili milanesi che avevano partecipato all’insurrezione vennero multati da Radetzky. Tra loro anche Vitaliano IX che aveva partecipato attivamente alla rivolta. Il prezzo da pagare fu altissimo per le finanze del Conte e di tutta la famiglia.

1858 - La Cappella 1858 - La Cappella

ISOLA MADRE

La Cappella

È Vitaliano IX ad incaricare nel 1858 l’architetto Defendente Vannini di trasformare l’oratorio in quella che sarà la cappella di famiglia.
La soluzione scelta è un compromesso adatto alla semplicità e alle dimensioni ridotte del tempio: un’unica aula con una piccola abside per questa chiesetta posta di fronte al palazzo. La decorazione della facciata è in stile neorinascimentale, con pannelli in terracotta prodotti a Milano.
Nella cripta sono sepolti alcuni membri della famiglia.

1906 - Il tunnel del Sempione 1906 - Il tunnel del Sempione

I PROTAGONISTI

Giberto Borromeo e il tunnel del Sempione

Il 19 maggio 1906 inaugura il tunnel ferroviario del Sempione. Giberto Borromeo, senatore del Regno d’Italia è presidente del comitato italiano per il Sempione, che verrà costruito in soli 8 anni tra Briga – nel Canton Vallese svizzero – e Iselle, nei pressi di Domodossola. Tunnel ferroviario che rimarrà fino al 1982 il più lungo del mondo, con i suoi quasi 20 chilometri di lunghezza.

1935 - La conferenza di Stresa 1935 - La conferenza di Stresa

ISOLA BELLA

La conferenza di Stresa

Si tenne tra le sale del Palazzo Borromeo dell’Isola Bella la conferenza di Stresa che tra l’11 e il 14 aprile 1935 vide sedersi al tavolo il ministro degli esteri francese Pierre Laval, il primo ministro britannico Ramsay MacDonald e il capo del governo italiano Benito Mussolini.
Lo scopo dell’accordo fu quello di riaffermare i principi degli accordi di Locarno e di dichiarare che l’indipendenza dell’ Austria “avrebbe dovuto continuare ad ispirare la loro politica comune“.
Le tre parti si dichiararono pronte a reagire ad ogni futuro tentativo da parte della Germania di modificare o violare il Trattato di Versailles.

1948-58 - Il Salone nuovo 1948-58 - Il Salone nuovo

ISOLA BELLA

Il Salone nuovo

Vitaliano X, sulla base dei disegni e del grande modello ligneo realizzato nel 1871 dal falegname Ottolina, farà riprendere nel 1948 i lavori al Salone nuovo.
È il più vasto degli ambienti del palazzo e si eleva oltre i tre piani dell’edificio, di fronte alla darsena. La pianta a quattro colonne su cui poggia la cupola è frutto della lunga elaborazione progettuale iniziata da Andrea Biffi e Vitaliano VI. La decorazione a stucco su sfondo azzurro delle pareti, eseguita seguendo i disegni originali, include quattro putti agli angoli dei pilastri che sorreggono gli emblemi in bronzo che campeggiano nello stemma di famiglia: il cammello, il liocorno, il morso e il ramo di cedro.
Non fu invece mai costruita la grandiosa cupola che nei primi progetti sovrastava il palazzo.

Tra il 1948 e 1958 oltre al Salone, viene completata anche la facciata settentrionale e il grande molo.

1978 - Il Palazzo dell’Isola Madre 1978 - Il Palazzo dell’Isola Madre

ISOLA MADRE

Apertura del palazzo al pubblico

Il Palazzo dell’Isola Madre, abbandonato da tempo, viene nel 1978 restaurato e aperto al pubblico. Una parte degli arredi è originali, parte arrivano da altre dimore della Famiglia Borromeo Al suo interno sono anche esposti oggetti di vita quotidiana, come i servizi di piatti e le livree del personale.

L’Archivio Borromeo L’Archivio Borromeo

ISOLA BELLA

Archivio Borromeo

L’Archivio Borromeo dell’Isola Bella contiene quasi 5 milioni di documenti, databili dal 1300 al 1940. Gran parte della documentazione relativa alla storia del territorio del feudo Borromeo – che si estendeva praticamente intorno a tutto il lago – è contenuta qui. Registrazioni notarili, libri di cassa, corrispondenza dei membri della famiglia, spartiti musicali e moltissimo altro materiale è custodito qui a disposizione di studiosi.

2008 - La Galleria Berthier 2008 - La Galleria Berthier

ISOLA BELLA

La galleria Berthier

Nel 2008 i Principi Giberto VIII e Bona Borromeo riaprono al pubblico la Galleria del Berthier, un esempio di quadreria del ‘600 perfettamente conservata. Vengono restaurati 300 dipinti e tutti gli arredi di questa straordinaria ala del Palazzo, cuore delle collezioni d’arte della Famiglia e testimonianza dell’arredo originale della casa.
Questo cuore pulsante del collezionismo della famiglia Borromeo accoglie alle pareti oltre 130 dipinti, costituendo un mosaico di quadri alla maniera che l’allestimento delle quadrerie prevedeva all’epoca in tutta Europa. Ambiente molto diffuso dal Cinquecento, era lo spazio della rappresentanza e delle conversazioni destinato alla raccolta di quadri, sculture e oggetti d’arte.
La Galleria Berthier dell’Isola Bella, inaugurata poco prima della morte di Vitaliano VI, è l’unico esempio di collezione barocca interamente conservato in Lombardia.

Chiamata “Galleria dei quadri vecchi” poi “Galleria dell’alcova”, a partire dall’Ottocento venne chiamata “Galleria del generale Berthier” in ricordo del soggiorno sul’isola dell’omonimo generale a seguito di Napoleone e della moglie Joséphine.

ROCCA DI ARONA

Acquisizione della Rocca

Filippo Maria Visconti cede la Rocca di Arona insieme all’intero Comune come feudo a Vitaliano I Borromeo. Per ben quattro secoli la Rocca rimase in mano alla Famiglia Borromeo, dando addirittura i natali al futuro cardinale San Carlo.

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#Berthier130
🖼
Tra le figure femminili della Galleria Berthier incuriosisce la nobildonna ritratta dal celebre pittore Giovanni Antonio Boltraffio.
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L’opera risente dell’influenza di Leonardo che in quegli anni lavorava alla corte degli Sforza, ma con una nota personale, più emotiva e coinvolgente.
Del grande maestro il pittore emula il gioiello che ferma il velo della dama, come nella raffigurazione delle “Belle Ferronnière” del Louvre.
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Con grande maestria Boltraffio riesce a dipingere l’eleganza esteriore e interiore di una dama della corte milanese. Scoprite i dettagli nelle stories.
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Giovanni Antonio Boltraffio
Ritratto femminile
1500 circa
Galleria Berthier, Palazzo Borromeo
Isola Bella
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#Berthier130
🖼
Among the female figures of the Berthier Gallery, the noblewoman, portrayed by the famous painter Giovanni Antonio Boltraffio, is one of the most intriguing.
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The work is inspired by the influence of Leonardo who, during that time, worked at the Sforza court; but the piece also invokes a personal, more emotional and engaging sentiment.
Learning from the master, the painter was able to reproduce the jewel that holds the lady’s veil, just as it is depicted in the "Belle Ferronnière" in the Louvre.
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With great skill, Boltraffio managed to paint the exterior and interior elegance of a lady of the Milanese court. Find out more in our stories.
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Giovanni Antonio Boltraffio
Female portrait
About 1500
Berthier Gallery, Palazzo Borromeo
Isola Bella

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Gli stemmi nobiliari hanno una funzione precisa: identificare una persona o una casata in modo univoco.
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Vennero adottati a partire dal Medioevo ed ebbero all’inizio una funzione pratica: servivano a distinguere i diversi guerrieri impegnati nei tornei e nelle battaglie.
Anche la famiglia Borromeo ne ha collezionati molti. Nel corso dei secoli ha arricchito lo stemma originario in seguito ad alleanze, matrimoni, variazioni di status e conquiste territoriali.
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Tra gli elementi distintivi del suo stemma, i tre anelli a punta di diamante rappresentano l’unione delle casate Sforza, Visconti e Borromeo e il dono ricevuto da Filippo Maria Visconti e Francesco Sforza come premio per aver custodito i loro territori.
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Riuscite a individuarli nelle stories?
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Noble coats of arms have a precise function: to uniquely identify a person or house.
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They were adopted from the Middle Ages and initially had a practical function: they were used to distinguish the different warriors engaged in tournaments and battles.
The Borromeo family have collected many over the centuries. The original coat of arms has been enriched as a result of alliances, marriages, changes in status and territorial conquests.
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Among the distinctive elements of its coat of arms, the three diamond-tipped rings represent the union of the Sforza, Visconti and Borromeo families and the gift received by Filippo Maria Visconti and Francesco Sforza as a reward for guarding their territories.
🔎
Can you spot them in our stories?

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#Berthier130
🖼️
Tra tutti gli sguardi della Galleria Berthier, quello inquieto e fiero di un gentiluomo pare fissarci dritto negli occhi.
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Sembra quasi di conoscerlo, merito della posa informale e dell'espressività del ritratto. Daniele Crespi, pittore del Seicento lombardo molto amato dalla famiglia Borromeo, è famoso per la sua capacità di coinvolgere lo spettatore creando un'empatia immediata tra il soggetto dipinto e chi lo osserva.
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Come ci riesce? Scopritelo nelle stories.
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Daniele Crespi
Ritratto di gentiluomo con barba
1625-1630
Galleria Berthier, Palazzo Borromeo
Isola Bella
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#Berthier130
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Among the many gazes in the Galleria Berthier, the restless and proud one of a gentleman seems to stare us straight in the eyes.
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It feels like we almost seem to know him, thanks to his informal pose and the expressiveness of the portrait. Daniele Crespi, a seventeenth-century painter from Lombardy, much loved by the Borromeo family, is famous for his ability to engage the viewer by creating an immediate empathy between the painted subject and the observer.
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How does he do it? Find out in our stories.
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Daniele Crespi
Portrait of a Gentleman with a Beard
1625-1630
Berthier Gallery, Palazzo Borromeo
Isola Bella

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Nella giornata della donna, vi presentiamo Clelia del Grillo Borromeo Arese (1684-1777), uno straordinario esempio di emancipazione per le donne della sua epoca.
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Coltissima, esuberante ed eccentrica, si appassionò allo studio delle lingue, alla filosofia, alla storia e alla politica, ma nutrì grande interesse anche per la mineralogia e la matematica.
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Famosi e controversi i suoi salotti di “conversazione”: ogni sera apriva le porte della sua casa per ospitare i più importanti uomini di scienza e cultura italiani e stranieri, tra cui anche Montesquieu.
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Clelia ricevette un grande omaggio dal matematico Guido Grandi, che nei suoi studi sui fiori geometrici nominò alcune curve "clelie", in onore della Contessa.
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Che il coraggio di Clelia di essere libera e diversa sia il migliore augurio per tutte le donne, oggi e ogni giorno dell’anno.
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On Women's Day, we present Clelia del Grillo Borromeo Arese (1684-1777), an extraordinary example of the emancipation of women of her time.
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Cultured, exuberant and eccentric; she became interested in the study of languages, philosophy, history and politics, but also had great interest in mineralogy and mathematics.
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Her living rooms of “conversation” were famous and controversial: every evening she opened the doors of her house to host the most important Italian and foreign men of science and culture, including Montesquieu.
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Clelia received a great tribute from the mathematician Guido Grandi, who in his studies of geometric flowers named some curves "clelias", in honor of the Countess.
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May Clelia's courage to be free and different be the best wish for all women, today and every day of the year.
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